ALPI APUANE – GRUPPO DEL MONTE CORCHIA

PILASTRO “SERGIO VITELLI” – 1000 m.

(TOPONIMO PROPOSTO)


Il pilastro costituisce la propaggine, nella parte meridionale del Monte Corchia, che si affaccia nella vallata compresa fra la Guglia di Piatreto ed il Monte Ceto. Sulla sua sommità si trovano le cave di marmo del Piastraio e dei Piastriccioni.

Esso è ben visibile dal centro del paese di Levigliani da dove si presenta con ampie fasce rocciose fra le quali, nella parte sinistra, si distingue una parete triangolare ed un netto spigolo dove corrono, rispettivamente, le vie “Parsifal” e “Argonauti”.

Sulla sommità del pilastro si trova un torrione che presenta verso ovest una parete alta ed aggettante.

Gli alpinisti che per primi hanno tracciato gli itinerari di arrampicata sulle strutture rocciose del pilastro propongono di intitolarlo alla memoria di Sergio Vitelli, già presidente della sezione di Viareggio del Club Alpino Italiano, da poco scomparso.

Pare questo un doveroso tributo alla sua memoria per la passione che ha dedicato alla montagna come alpinista e nella direzione del CAI di Viareggio, che per lungo tempo con lui si è identificato.

La sua intensa attività lo ha visto partecipe delle vicende di cinquant’anni di storia del sodalizio e dell’alpinismo apuano e lo ha portato a stringere amicizie con tanti valenti alpinisti nei confronti del quale hanno in più occasioni esternato la propria stima.

Un uomo buono e schivo, la cui modestia ed onestà intellettuale sono state il motivo per il quale tanti di noi hanno riposto in lui la più ampia fiducia per la conduzione dell’attività associativa,


Gino Bonuccelli



Accesso alle vie di arrampicata: dalla piazzetta-parcheggio in cima al paese di Levigliani si segue la strada, prima asfaltata e poi sterrata, a fianco del canale del Rio.

Al suo termine si scende nel greto del canale nel punto in cui si incontrano le diramazioni provenienti dalla zona del Piatreto, a nord, e del Pilastro Vitelli, ad est.

Si segue quest’ultima risalendone il torrente per un lungo tratto sino a che un enorme masso non costringe ad entrare nel bosco verso sinistra.

Si sale per tracce di sentiero in prossimità del margine del torrente sin sotto le pareti.-40 min.-


Attenzione: Il canale a fianco e sotto le pareti è interessato da scarico di detriti dalle cave sovrastanti per cui è prudente non sostare in esso ne lasciarvi gli zaini.

Si prega di accedere con discrezione per non disturbare la fauna (ungulati) che frequenta la zona sotto le pareti.



Parsifal


Gino Bonuccelli e Guglielmo Raffaelli – agosto 2001-

Lungh. 130 m – dislivello 100 m. - difficoltà max. 6a+/A1 (7a+/7b), 5c obbl.. – materiale: la via è chiodata a fix: 15 rinvii. Esposizione sud-ovest; sole dalla tarda mattinata.


La via si svolge sulla parete triangolare che, vista dal basso, è posta nella parte sinistra del contrafforte. Nel primo tratto affronta direttamente una placconata compatta, mentre poi segue i punti deboli della parete per evitare strapiombi di roccia friabile.

L’arrampicata è soprattutto di placca, su roccia buona.

1° tiro – 35 m. Si attacca al centro della placconata, prima facilmente [5/5+] e poi con maggior difficoltà nella parte alta dove la verticalità si accentua.[6a+/A1(7a+/7b)]


2° tiro – 25 m. Si sale il canaletto che obliqua verso destra sino ad un comodo punto di sosta[5/5+]


3° tiro – 25 m. Si traversa a sinistra sino ad un diedrino, per portarsi subito su una placchetta strapiombante a sinistra [6a+/A0]. Si traversa decisamente a sinistra sotto degli strapiombi[5]


4° tiro – 45 m. Si sale lungo lo spigolo al bordo della parete, per salti intervallati da terrazzi erbosi, sino ad un comodo terrazzo sulla sommità della parete[5/3]


Volendo uscire in alto, si prosegue per circa cento metri, continuando la cresta alberata e per un boschetto, sino alla base di un’altra parete rocciosa. Evitandola sulla destra si perviene, per facili roccette e tracce di sentiero, alla strada di cava.


Discesa:

1) In doppia sulla via (tre doppie) con corde da 50 m., guadagnando abbastanza agevolmente la 3° e la 1° sosta. Con due corde da 6° m., dalla 3° sosta si arriva a terra.

2) Dalla sovrastante strada di cava si raggiunge il paese di Levigliani.-1 ora.



Argonauti


Gino Bonuccelli e Guglielmo Raffaelli. – settembre 2001

Lungh. 110 m. – dislivello 100 m. – difficoltà 6b – 6a obbl.- materiale: la via è chiodata a fix –14 rinvii - Esposizione sud-ovest; sole da metà mattinata.-


La via si svolge sull’evidente pilastro al centro delle fasce rocciose basali e segue le linee di minor resistenza. La roccia è buona nei primi tre tiri, meno buona nel quarto. Arrampicata prevalentemente di placca.


1° tiro - 25 m. Si attacca alla sinistra di marcati tetti traversando, per qualche metro, sin sopra di essi. Si sale poi direttamente sino alla sosta.[6a+/ 5b]


2° tiro – 25 m. Si sale lungo la fessura a sinistra e dopo un risalto nei pressi dello spigolo, si supera a destra un evidente strapiombetto sotto la sosta[ 5°/5c]


3° tiro – 25 m. Ci si abbassa leggermente per aggirare il netto spigolo a destra e si sale direttamente, sino ad una cengia. Si traversa in ascendente destra, sotto degli strapiombi, sino alla sosta.[5c/ 5/ 3]


4° tiro – 35 m. Si supera un diedro sopra la sosta, deviando poi a sinistra, per qualche metro, su una cengia.- 5c - Si sale verticalmente in corrispondenza di un cespuglio e, superatolo, in obliquo sinistro sino ad un pulpito.[6a/ 6b] Si sale verticalmente per qualche metro per poi raggiungere la sosta a sinistra.[6b]


Discesa:

Con due doppie da 50 m. dalla 4a e 2a sosta. Nella prima calata tenersi il più possibile sulla sinistra.